martedì 24 luglio 2012

Ma perchè l'autore da un titolo così strano ad un libro così bello?

** Commento al testo, in calce
 da Diregiovani
‘Ciàula scopre la luna’ è un racconto scritto dal celebre autore: Luigi Pirandello.
Come in molte delle sue storie rappresenta il personaggio principale, Ciàula, come un uomo prigioniero. Molto spesso sono detenuti di carceri, ma in questo caso il protagonista è un “servo” che aiuta a lavorare nei campi dopo che il suo padrone morì per lo scoppiò di una mina. Ciàula, durante gran parte della storia, è molto toccato dalla sanguinosa morte del suo “proprietario” , (perché a quel tempo i servitori erano completamente di proprietà del padrone e non potevano avere una vita al difuori di quella che gli veniva prospettata), così tanto che addirittura ne rimane segnato a vita. Lo scoppio dell’ordigno era avvenuto di notte e Ciàula sentendo l’impetuoso rumore si era andato a nascondere in una grotta e prima che facesse giorno non ne era uscito. Questa paura delle tenebre era continuata e soprattutto si era fatta sentire fortemente quando il suo nuovo padrone, Zi Scarda, gli ordinò di andare a lavorare nel campo, proprio di notte.
L’oscurità ormai aveva ricoperto tutta la campagna e Ciàula provava a caricarsi il più possibile per non sentire il timore, ma la stanchezza. Però cadde ed improvvisamente scoprì che nel cielo scuro che aveva tanto temuto si trovava una grossa palla bianca che aveva sentito dire si chiamasse Luna. Ne rimase affascinato e fantasticando si dimenticò della sua paura fino a che essa scomparì.
E’ uno dei pochi racconti di Pirandello in cui il protagonista riesce a liberarsi delle catene, in questo caso la sua angoscia, e ad iniziare una vita migliore. Come al solito , però, la figura di spicco induce pietà, infatti Ciàula viene descritto come un uomo magro e fragile.
Come Svevo, Pirandello dà molta importanza alla psiche umana e in questa narrazione c’è un piccolo assaggio del suo interesse. Infatti, lo scrittore non dice solo che Ciàula aveva paura della notte, ma ne dice la causa e parla anche della sua “guarigione”. Pirandello, però, a differenza di Svevo usa tecniche psicologiche differenti e non convenzionali, difatti il soggetto non va da uno psicologo, come forse sarebbe successo con Svevo, ma trova rimedio al suo tormento attraverso la natura.
Ecco, finalmente, che l’enigma di questo titolo è stato risolto

Gaia Antonia III F
S.M.S.A. Sordi
Roma
da Diregiovani

Commento al testo dal gruppo PirandelloWeb su Facebook 
A parte il disastro dei tempi verbali, della punteggiatura, dell'ortografia e delle costruzioni, come dell'articolazione delle parti, e che mi piacerebbe sapere perché il titolo sia considerato così "strano" o quando, così spesso, i "prigionieri" pirandelliani "molto spesso sono detenuti di carceri" (...), o come sia che il 'caruso' di un minatore (e non scenderò in dettagli) diventi "un “servo” che aiuta a lavorare nei campi" - il punto è proprio la tremenda claustrazione entro cui viene costretta la figura di Ciàula (ripresa peraltro, sebbene con origine, non con processo naturalista-verista, e non solo quale tematica sociale) -, o come faccia una novella a diventare un libro... sì, in effetti il testo 'dice' molto di (certi) giovani (in questo caso ragazzi).
Speriamo infatti che il messaggio, almeno, sia pur frammentariamente arrivato ;)

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