mercoledì 1 agosto 2012

Luigi Pirandello tra l’arte e la vita

L’amore e l’odio per il teatro e la sua crescita come drammaturgo, famoso in tutto il mondo.

L’esperienza del Teatro d’Arte, i successi e le delusioni. La grande passione: Marta Abba.

Affrontare Luigi Pirandello e la sua “umana avventura” di uomo e di scrittore-drammaturgo significa addentrarsi in una giungla intricata di convinzioni e contraddizioni, principi teorici e loro sovvertimenti, slanci d’amore e sprezzanti egoismi, grandi vette letterarie e umane tristezze.
Ed è significativo iniziare questa esplorazione con un cenno biografico che lo stesso Pirandello amava sottolineare, simbolico di quel costante confrontarsi fra arte e vita che fu proprio della sua poetica. Luigi Pirandello nacque infatti nel 1867 in Sicilia, in una sperduta località nei pressi di Girgenti (l’odierna Agrigento) detta originariamente Càvusu ma già nominata, all’epoca, Caos, pare per l’errore di trascrizione di un impiegato comunale: “Io son figlio del Caos - scrive al riguardo Pirandello -; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco ‘Kaos’”.
     A convincere il padre di Luigi, Stefano, a trasferire là la moglie Caterina Ricci Gramitto ormai prossima al parto, era stata un’improvvisa epidemia di colera che aveva colpito l’isola.
I genitori di Pirandello erano entrambi di famiglia agiata e la madre era sorella di un ex compagno d’armi di Stefano, che aveva partecipato alle imprese garibaldine tra il 1860 e il ‘62. Da parte di madre, il nonno di Luigi era Giovanni Ricci Gramitto, morto ad appena 46 anni in esilio a Malta, spedito nell’isola dopo il ritorno dei Borboni contro i quali si era schierato durante la rivoluzione siciliana del 1848. Da parte di padre, invece, il nonno era Andrea Pirandello, armatore e uomo d’affari che si dedicava al lucroso commercio dello zolfo. Quella di Pirandello fu un’infanzia certamente agiata, ma non scevra da difficoltà sotto il profilo umano, in particolare per la mancanza di comunicare con il padre.
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