giovedì 24 gennaio 2013

TROVARSI - Ultime date

Regia: Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Cast: Mascia Musy, Angelo Campolo, Giovanni Moschella, Ester Cucinotti, Antonio Lo Presti, Marika Pugliatti, Monia Alfieri, Luca Fiorino

 

 recensione del 23 gennaio 2013 da Corriere.it   

 

 

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Composto nel 1932 e messo in scena a Napoli, Trovarsi è uno degli ultimi drammi di Pirandello ed affronta la tematica cara all’autore dell’identità in relazione all’essere e all’apparire. Non è però fra i suoi testi più rappresentati, probabilmente a causa della sua astrazione quasi metafisica. Ciononostante è un’opera suggestiva, pervasa da emozioni che scaturiscono dalla vicenda dell’attrice Donata Genzi e del suo giovane innamorato, Elj, incapaci di conciliare le esigenze della vita e quelle dell’ideale artistico.
Nell’allestimento firmato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi – personalità registiche fra le più interessanti nel teatro italiano, molto competenti e creative nell’universo pirandelliano – il plot viene molto asciugato, diventa più incisivo e sobrio e la dimensione metafisica si trasforma in un punto di forza della messinscena, connotata da grande intensità poetica.
Nel testo c’è anche un’evocazione biografica di Pirandello, che da un lato si sente vicino all’attrice che sacrifica la propria vita in nome dell’arte (egli stesso confidò, a proposito della propria esistenza «ho dimenticato di vivere»), dall’altro racchiude nella figura della protagonista un monito a Marta Abba sua giovanissima attrice e musa. Per lei lo scrittore provò sempre un desiderio incompiuto di amore carnale e il terrore che qualcuno, potesse portargliela via. Trovarsi che Marta Abba avrebbe recitato, sembra prospettarle proprio i rischi di un amore giovane e impetuoso.
Vetrano e Randisi hanno costruito lo spettacolo secondo un taglio attuale, quasi bergmaniano, che evidenzia la modernità del dramma di Donata Genzi: vive in effetti le lacerazioni di una donna la cui affermazione professionale provoca conflitti con la sua vita privata, solitudine, incomprensione. «C’è un prologo – scrivono i registi – in cui Donata, dopo una vita piena di successi teatrali e di solitudine amorosa, scende le scale di un faro sul mare dove abbiamo recluso Elj, anche lui solo e spezzato, dopo la sua grande delusione. E la visita che la vecchia attrice fa al suo giovane amante le permette di rivivere, tornando giovane anche lei, tutta la storia d’amore, le gioie, i tormenti, le esaltazioni e le delusioni passate con lui. I luoghi del racconto diventano astratti, con un denominatore comune che sono quelle sedie da teatro, circondate da immagini più sognate che reali, che hanno a che fare sempre, insistentemente, col mare».
Protagonista dello spettacolo è una molto lodata Mascia Musy affronta con forza introspettiva la figura di Donata. Al suo fianco, tratteggia Elj in tutta la sua passione ribelle Angelo Campolo, che il pubblico dello Stabile ha già applaudito in recenti spettacoli di produzione come Picasso e la ragazza rapata e Ultimo Giorno.
Completano il cast Giovanni Moschella, Ester Cucinotti, Antonio Lo Presti, Marika Pugliatti, Monia Alfieri, Luca Fiorino.


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