venerdì 8 febbraio 2013

Il Dovere Del Medico - 15-16-17 febbraio 2013

Teatro L'Istrione - Via Federico De Roberto11 - Catania

Regia e Musiche: Valerio Santi
Coreografie: Amalia Borsellino
Scenografia: Valerio Santi e Gianni Rossi

Con: Clio Scira Saccà, Valerio Santi, Francesco Russo, Gianni Rossi, Maria Grazia Galvagno, Aurelio Rapisarda, Maria Carla Aldisio, Salvo Scuto, Amalia Borsellino, Yvonne Gugliemino, Caterina Calaciura e Edoardo Coniglio.

Tratto dalla novella “Il Gancio” (1902) nasce nel 1911 l'atto unico Il Dovere Del Medico il cui titolo - nell'anno stesso - venne sostituito a quello precedentemente dato alla novella. Un testo acuto, perspicace, dove - come in tutti i testi di matrice Pirandelliana - nulla viene lasciato al caso ma bensì collocato all'interno di una struttura drammaturgica assolutamente perfetta, dotata di una scrittura talmente precisa e impeccabile da risultare impossibile comprendere un sottotesto diversamente da come lo stesso autore lo intende.

Ne Il Dovere Del Medico (così come in altre sue opere) si evince ancora una volta il relativismo psicologico; ciascuno è costretto a vivere il ruolo e le regole che la società gli impone, anche se il proprio IO vorrebbe rivelarsi in modo diverso. A dimostrarlo - oltre che le vicende - sono proprio i personaggi, condizionati dal rigoroso giudizio di una società intransigente, al punto da operare solo ed esclusivamente per la propria riuscita personale nei confronti della stessa, tralasciando qualunque tipo di legame nei confronti del prossimo pur di mantenere quel posto - all'interno di una classe sociale rispettabile - e quell'onorabilità che gli altri gli attribuiscono. A questo punto, il medico, l'avvocato, il questurino così come l'infermiere e la cameriera, altro non faranno che il proprio dovere, indistintamente dal rapporto di conoscenza che li lega alla famiglia Corsi e lo stesso vale per la Signora Reis. Ognuno di loro riveste un compito nella società che non può, non deve, essere trascurato, a nessun costo.


Solo per l'intromissione di una determinata congiuntura, del caso, è possibile liberarsi da una forma per assumerne un altra dalla quale però sarà impossibile liberarsi per tornare indietro, ed è proprio quello che accade a Tommaso Corsi e di conseguenza alla moglie Anna vittima di un sistema prepotente ed egoista.

Un sistema che lega l'uomo alle proprie convenzioni rendendolo pupo. “Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti. - Il Berretto a Sonagli.”

Ho scelto di creare una messinscena fuori dai canoni naturalistici, fredda, cupa, abissale, dove tutto però traspare agli occhi di una società che scruta, giudica e decreta - ancora oggi - come e più di allora. Un spettacolo tuttora attuale dunque, sotto tutti i punti di vista, e il fatto che dalla sua nascita ad oggi sia passato poco più di un secolo certamente induce a riflettere.

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