venerdì 12 dicembre 2014

I tesori di Pirandello custoditi nel caveau d’una banca della Bassa

A Latisana, nell’ottantesimo dell’assegnazione del Nobel si è fatto il punto sul Fondo Torre Gherson il suo agente


LATISANA. A ottant’anni dall’assegnazione del premio Nobel a Luigi Pirandello il baule del suo agente leterario restituisce ancora fotografie, lettere, telegrammi, cartoline, qualche manoscritto e perfino una poesia erotica, il tutto un tempo custodito nella vecchia casa di Angelina Paron, vedova di Guido Torre Gherson. A ritrovare quello che si rivela un vero e proprio tesoro culturale è nel 2000 Giuseppe Paron, nipote di Angelina, che alla morte della zia viene in possesso di una serie di testi redatti di pugno da Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934, alcune novelle mai pubblicate e in particolare l'unico testo che il drammaturgo siciliano scrisse nel 1930 per un musical destinato a Broadway: “Just like that”, “Proprio cosí”, ma anche “C'est ainsi”. Perché il musical in tre atti, la cui bozza originale e inedita, completa degli spartiti musicali, è stata ritrovata a Rivignano, proprietà del Fondo Torre-Gherson di Latisana, è stato scritto in tre versioni, francese, inglese e inglese americano.
Ma nel famoso baule c’erano anche altre opere mai pubblicate di Luigi Pirandello: “Le folgori”, una tragedia in tre atti del 1902, “Le nozze di Rossana”, dramma in tre atti del 1936, la novella “Che si fa per i figli” e una tragedia breve, in quanto incompleta, dal titolo “L'anticamera della morte”. E un altro musical, “Rudy”, databile fra il '29 e il '31, che gli esperti dicono essere dedicato al mito di Rodolfo Valentino.
Tutto questo immenso patrimonio dal 2010, quando venne presentato al grande pubblico con una serie di eventi a cavallo fra Rivignano e Latisana, è custodito nel caveau di una banca della cittadina della Bassa e gestito dal Comitato Inediti di Pirandello, in attesa di un debutto, a teatro per quanto riguarda i due musical e nell’editoria per quanto riguarda le novelle. Almeno per tre delle cinque ritrovate a Rivignano, che una serie di controprove successive al ritrovamento attribuiscono senza dubbio al Maestro.
Un genio della letterature e del teatro, com’è stato ampiamente descritto ieri, durante il convegno a lui dedicato, in occasione dell'ottantesimo anniversario dalla consegna del premio Nobel, organizzato a Latisana dal Comitato degli Inediti e dal suo instancabile presidente, Enrico Cottignoli.
Un pubblico di appassionati, di studenti universitari e di maturandi, ha avuto l’occasione di conoscere il Pirandello autore, ma anche diversi aspetti della sua vita che ne hanno inevitabilmente influenzato le opere, come il periodo parigino o i travagliati amori. A parlarne, con particolare enfasi, traendo spunto dall'epistolario dello scrittore siciliano, la docente dell'università di Bologna, Claudia Sebastiana Nobili, intervenuta dopo la presentazione dell'evento e del progetto pirandelliano da parte di Vincenzo Orioles, docente di linguistica all'università di Udine e coordinatore del comitato scientifico che si è occupato del “tesoro” scoperto nel baule di Rivignano. Un'intera giornata dedicata a Pirandello, che ha visto fra i relatori, Lia Fava Guzzetta, dell'università Lumsa di Roma, e John Douthwaite, dell'università di Genova.
Paola Mauro

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