lunedì 12 gennaio 2015

L'uomo, la bestia e la virtù - Teatro Sala Fontana Milano - Dal 27-1-2015 al 8-2-2015



Personaggi e Interpreti

Il trasparente professor Paolino Roberto Trifirò
La virtuosa signora Perella Maria Ariis
Capitano Perella Stefano Braschi
Il dottor Nino Pulejo Vincenzo Giordano
Il signor Totò Sergio Mascherpa
Rosaria Giuditta Mingucci 
Giglio Stefano Braschi
Belli Sergio Mascherpa
Nonò Antonio Giuseppe Peligra
Grazia Monica Conti


Scritta nel 1919, deriva dalla novella Richiamo all'obbligo (1906).
Il trasparente signor Paolino, professore privato, ha una doppia vita: è l'amante della signora Perella, moglie trascurata del capitano di mare Perella, che torna raramente a casa perché ha un'altra donna a Napoli ed evita di avere rapporti fisici con la moglie, usando ogni pretesto.La tresca potrebbe durare a lungo e indisturbata ma, inaspettatamente, la signora Perella rimane incinta del professor Paolino.
Il professore è costretto dunque ad adoperarsi per gettare la sua amante fra le braccia del marito, studiando tutti i possibili espedienti.
Il caso è drammatico, perché il capitano Perella si fermerà in casa una sola notte e poi resterà lontano almeno altri due mesi. Paolino farà preparare allora una torta afrodisiaca, suggerirà alla signora Perella di mettere in mostra “i tesori” di grazia e bellezza tenuti “gelosamente e santamente” custoditi e la truccherà addirittura da “baldracca” per attizzare nuovamente il marito restio agli obblighi coniugali e far passare suo figlio per figlio legittimo del capitano Perella e della moglie.
NOTE DI REGIA
Pirandello definì L'uomo, la bestia e la virtù una “tragédie noyée dans une farce”, in occasione della rappresentazione dell'opera a Parigi. 
Senza destrutturare il testo, come avevo fatto ne L'Innesto, ho centrato il mio lavoro sul doppio, che è presente nell'opera sia a livello tematico che linguistico. 
L'attrito tra un linguaggio ecclesiastico, melodrammatico e retorico (tipico dell'italietta del primo '900, ma purtroppo in voga molto spesso anche oggi) e ciò che esso vuole occultare, un fondo laido, osceno e scurrile, serve in questo apologo a esplorare la duplicità dell'uomo.
Il ridicolo e lo strazio che deriva dal contrasto immanente tra l'uomo e la bestia che ogni uomo ha in sé. 
Lo squilibrio diviene poi parossistico quando l'ipocrisia vuole occultare l'eros e crea maschere oscillanti tra due poli, come nel caso della Virtù, questa beghina, madre e moglie, che nasconde la “baldracca da trivio” che farà riaccendere l'eros assopito della Bestia. Immagine che era già nella mente dell'Uomo che così la agghinda, Paolino, professore cinico e svogliato. 
Era già nascosta nella sua mente piovosa e bagnata, come forse anche tutte le altre figurine di questa storiella tragicomica sospesa tra realtà e sogno, che racconta molto, credo, anche oggi, di noi. (Monica Conti)

Nessun commento:

Posta un commento